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Serie Armature
Gli abiti detti Armature sono realizzati in filo di ferro lavorato ad uncinetto, la tecnica così tipicamente casalinga e femminile viene stravolta dal materiale così poco idoneo, che a sua volta sconvolge le tradizionali sottovesti, che da femminili e sensuali diventano delle cotte medioevali, tipici abbigliamenti militari da guerra.
Le mie ipotetiche donne-lolite borderline, indossano queste vesti, armandosi ogni giorno della loro femminilità, che è la loro forza, per affrontare le insidie quotidiane.
Così come delle Giovanne d’Arco, affrontano la vita un po’ più preparate, più disincantate e temerarie.
Una parodia o una riflessione al femminile, sull’invisibile “femminino”.
Le sottovesti non sono solo armature, ma anche l’emblema di un corpo che ha subito dolore, brusche scosse sentimentali, terreno di battaglie deformato dal tempo che passa, dai parti e le malattie che lo hanno attraversato.
Abiti che sono come una seconda pelle, ciò che è rimasto del corpo dopo il corpo stesso a testimoniare la vita vissuta dal corpo-strumento d’azione.
Abiti come presenze di uno spazio vuoto occupato dall’anima.
Presenze evocative di un desiderio di ascesi mistica verso “l’invincibile blu comandamento”.
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